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Genitorialità relazionata, adolescenza e i NEET in Italia

Analisi del fenomeno NEET in Italia e dell’impatto della genitorialità relazionata sulla progettualità adolescenziale e l’inserimento sociale.

madre e figlia

I NEET in Italia

Negli ultimi vent’anni, il fenomeno dei NEET (Not in Education, Employment or Training) in Italia ha rappresentato una criticità sociale rilevante. Secondo dati ISTAT, la percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni in condizione di NEET è passata dal 19% nel 2008 al 26% nel periodo 2013-2015, con un picco del 23,7% nel 2020 durante la pandemia, per poi scendere al 15,2% nel 2024 (ISTAT, 2024). L’Italia rimane comunque tra i Paesi europei con la più alta incidenza di NEET, circa il 15% contro una media UE dell’11% (Eurostat, 2024). Studi nazionali evidenziano come fattori familiari, quali basso livello di istruzione dei genitori e scarsa progettualità educativa, siano determinanti nel rischio di inattività (Istat, 2023); dove la madre è laureata, la probabilità di reinserimento è molto più alta rispetto a famiglie con basso titolo di studio.

Il ruolo dello stile genitoriale

La letteratura psicologica sottolinea il ruolo cruciale della famiglia nello sviluppo dell’adolescente. Sebbene il gruppo dei pari acquisisca importanza crescente durante l’adolescenza (Smith, Cowie & Blades, 2015), l’influenza familiare costituisce un continuum che parte dall’infanzia e fornisce basi per affrontare le nuove relazioni sociali. In particolare, lo stile genitoriale “relazionato”, assimilabile al modello autorevole descritto da Baumrind (1971), si caratterizza per ascolto, negoziazione e valorizzazione dei punti di vista del figlio. Tale approccio favorisce autonomia, competenze sociali e motivazione intrinseca (Maccoby & Martin, 1983; Hoffman, 2000).

Secondo Petter (1998), il genitore relazionato contribuisce alla formazione del “sé cercato” e del “sé riflesso”, sostenendo l’elaborazione identitaria. Elder e Dornbusch (1981) evidenziano come l’adolescenza sia una “impresa evolutiva congiunta” di genitori e figli, mentre Scabini (2000) sottolinea il ruolo della famiglia nel ciclo di vita e nella trasmissione di valori. Questo stile educativo orienta l’adolescente verso scelte consapevoli e riduce il rischio di devianza, favorendo l’interiorizzazione delle norme e lo sviluppo morale (Hoffman, 2000).

Adolescenza e progettualità

Conclusione

In sintesi, la mancanza di un rapporto genitoriale relazionato può tradursi in assenza di progettualità e sogni, fattori che, come mostrano i dati sui NEET, incidono sulla capacità dei giovani di inserirsi in percorsi formativi e lavorativi. Al contrario, un sostegno familiare dialogico e orientato alla crescita autonoma rappresenta una risorsa fondamentale per prevenire l’inattività e promuovere una maturazione consapevole.

Riferimenti bibliografici

  • Baumrind, D. (1971). Current patterns of parental authority. Developmental Psychology Monograph, 4(1).
  • Elder, G. H., & Dornbusch, S. M. (1981). Family and adolescent development. In R. Lerner & N. Busch-Rossnagel (Eds.), Individuals as producers of their development.
  • Hoffman, L. W. (2000). Parental discipline and moral development. Journal of Moral Education, 29(1).
  • Istat. (2023). Rapporto annuale sulla condizione dei giovani NEET in Italia.
  • Maccoby, E. E., & Martin, J. A. (1983). Socialization in the context of the family: Parent-child interaction. In P. Mussen (Ed.), Handbook of child psychology.
  • Petter, G. (1998). Psicologia dell’età evolutiva. Milano: Giunti.
  • Scabini, E. (2000). La famiglia come impresa evolutiva. Milano: Vita e Pensiero.
  • Smith, P. K., Cowie, H., & Blades, M. (2015). Understanding children’s development. Wiley.

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