
Lapidi del Mondo Giusto
– La scrittura creativa di Alca –
Sinossi: 📖 Dietro ogni prua che affiora nel Mediterraneo si nasconde una storia di vite spezzate, cancellate dal silenzio dei mari.
Tempo di lettura: ⌚ 4 minuti
Voce fuori campo, sequenza di spezzoni di azione da puntate precedenti.
“Il famoso stuntman Gore Thunder lancia la prossima docuserie sui media internazionali.
Dopo avere affrontato i taglia-teste nigeriani, i Narcos colombiani e le bande messicane, ora sarà il turno del viaggio più duro.
Dalle coste africane verso il Vecchio Continente.
Tra le dune del Deserto, tra le celle di detenzione libiche fino al mare aperto.”

Piano americano sul protagonista.
“Il vero eroe non sarò Io, ma voi. I miei compagni di viaggio.
E con me in questa serie non ci sarete solo Voi.”
Primo piano sulla protagonista.
“Sono Alexian Bitguard e farò il suo stesso viaggio, ma seguendo le rotte clandestine per i ricchi, come me.”
L’attrice ammicca e toglie gli occhiali da sole mordicchiandone una astina.
Cambio inquadratura, il Duro e la Ricca, uno di fianco all’altro.
Voce fuori campo, mentre sullo sfondo uno yacht esplode incendiando banconote che svolazzano cadendo in mare.
“La famosa ereditiera proverà a raggiungere la terra europea sfruttando canali e passaggi speciali.
Il vincitore tra i due otterrà la gloria.
Riusciranno ad arrivare vivi in fondo alla nuova edizione di ‘That’s the Real World‘?
Scopritelo dal 27 dicembre su tutti i canali TV e sui social online…”
Giano fissava quel video incredulo per la pochezza di contenuti di quel social network, sebbene fosse l’unico video che lo smartphone era riuscito a scaricare prima della partenza.
Le onde erano alte cinque o sei metri quel giorno e la Guardia Costiera lo aveva chiamato per la missione di salvataggio in corso, prima del suo effettivo turno. Reperibilità imminente, la chiamavano.
Avevano ricevuto la segnalazione di una barca a vela in avaria con tre persone a bordo. Ma di loro i droni di vedetta Eyemirror e Eagleflight non avevano riscontrato tracce nelle ultime due ore, mentre loro affrontavano il mare più che mosso.
La donna medico salpata insieme a lui era una pezza, poverina: vomitava in continuazione e non riusciva a fermarsi. Era la sua prima missione in mare, peggiore battesimo non poteva aspettarsi.
Le pasticche per il mal di mare che aveva assunto erano state meno efficaci dell’acqua fresca.
Dopo altre tre ore di navigazione, un vento da est cambiò la corrente d’aria nel cielo e la superficie d’acqua in mare si appiattì d’un tratto.
La collega sanitaria fece due segni della croce e ringraziò non so quale santa per il cambio di meteo, prima di provare a rialzarsi dall’angolo in cui giaceva stremata tra le sue emanazioni stomacali.
Giano sganciò l’imbiancatura e uscì sul ponte.
Un po’ di aria fresca avrebbe giovato anche ai suoi occhi e membra.
Davanti a lui una splendida distesa liquida che rifletteva il colore rossiccio dell’alba.
Al centro di quel quadro disarmante per la sua bellezza, una visione fece tramutare la poesia in angoscia.
Si voltò a indicare un punto di fronte a loro.
Il capitano della Motovedetta della Guardia Costiera Classe 300 annuì da dentro la plancia, dove comandava la direzione da prendere al sottoufficiale di bordo.
Arrivarono al punto individuato in un tempo che sembrò infinito.
Quella distesa d’acqua salata che era tinta di rosso per l’albeggiare, era ora una tavola insanguinata.
Al centro del panorama marino campeggiava il resto di una prua, perpendicolare all’orizzonte.
Un’altra barca parzialmente affondata che vagava alla deriva. Nessuna altra presenza attorno per miglia marine. Altri corpi che forse non ce l’avevano fatta vagavano alla deriva sotto alla superficie, invisibili.
L’equipaggio usò i binocoli per leggere il nome dell’imbarcazione impresso sullo scafo visibile.
Il dubbio divenne disarmante certezza: quella prua era della barca a vela della segnalazione per cui erano salpati.
Era una delle Lapidi del Mondo Giusto, come le chiamava Giano, che si era issata per non dimenticare quel mare di sangue sconosciuto.


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Libri in collaborazione con Alcapress

Le vicende raccontate ne L’OSTETRICA, si svolgono durante il Ventennio Fascista a Roccapetrosa…
…un paese della Sicilia agricola e laboriosa. Concetta Ragonese, Ostetrica Condotta, benvoluta e rispettata dalla Cittadinanza tutta, è coinvolta suo malgrado, in una serie di eventi umani e professionali che cercherà di risolvere con la sua spiccata perspicacia e il suo notevole buon senso.

Dalla nebbia del passato, più o meno remoto, si aprono degli squarci che si materializzano sotto varie forme come novelle o ricordi autobiografici…
La malinconia di un tempo, più a misura d’uomo, pervade i vari pezzi che concorrono alla stesura del libro. La vita reale si mischia alla fantasia e al sogno in un caleidoscopio di persone e personaggi. Anche strani e non più comuni oggetti punteggiano il vissuto di una vita che sembra quasi irreale alla luce dei ritmi e convenzioni attuali.
Autore: Alca. Tutti i diritti riservati.
Storie “Al fulmicotone”
